Gioco d’azzardo e ritardo nei pagamenti

Anche il “Lotto” -comparto del gioco pubblico- si rivolge al Tar per tutelare i propri diritti e quest’ultimo non abbastanza sollecitato, sopratutto ultimamente da tutte le “beghe” che sorgono nei confronti delle sale da gioco, si è espresso positivamente negli interessi di un esercente che aveva proposto ricorso contro un provvedimento dell’AAMS per il ritiro della licenza eseguito dalla Guardia di Finanza a causa di “un asserito ritardo nel versamento dei proventi del lotto da 1 a 6 giorni, di importi variabili intorno ai 300 euro”. Il Tar motiva così la propria sentenza: “I tardivi versamenti, se di piccola entità, non bastano a far revocare la concessione per la gestione di una ricevitoria del lotto, anche se reiterati”.

L’esercente “sotto accusa” asseriva nel ricorso che l’AAMS si sarebbe resa colpevole di eccesso di potere e di difetto di motivazione in quanto i ritardi nei pagamenti “erano dovuti esclusivamente ad impedimenti oggettivi, estranei alla sfera di controllo della ricorrente” che si era rivolta al Giudice competente per ottenere Giustizia, comunicando uno “spossessamento di fatto dell’azienda e dei locali in cui la medesima era esercitata” con la conseguenza di essere impossibilitata ad accedere materialmente ai locali, stampare le ricevute dei versamenti dovuti e versare alle scadenze previste ed era riuscita a rientrare nel possesso dei locali e dell’azienda soltanto con l’esecuzione del provvedimento dell’Autorità ordinaria”. Il Tar, quindi, ha asserito che la revoca della licenza poteva ritenersi una sanzione sproporzionata in quanto “l’Amministrazione può infliggere una pena pecuniaria disciplinare per qualsiasi irregolarità di gestione” a tutela dei propri interessi.